Soccer Conditioning Coach

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Paul Gotsis - Soccer Conditioning Coach

Τρίτη 13 Απριλίου 2021

Parlano i preparatori: "All'estero più corsa". Gasp e Juric unici europeisti


 








Tre preparatori atletici che hanno lavorato all'estero ci spiegano le principali differenze di metodi e strumenti di allenamento tra la Serie A e gli altri top campionati esteri.Nelle prime due puntate delle nostra inchiesta abbiamo visto come ci si allena nel calcio italiano e abbiamo visto quali sono a grandi linee le differenze con l’estero. Ora scendiamo più nel dettaglio con le testimonianze di tre preparatori italiani che lavorano o lo hanno fatto di recente fuori dai nostri confini.

IN ITALIA BILANCIERE E LAVAGNA

Carlo Nicolini ha legato la sua carriera a Mircea Lucescu, di cui è stato il preparatore atletico al Galatasaray, al Besiktas e allo Shaktar, vincendo ovunque prima di passare allo Zenit in Russia e alla nazionale turca. "Mkhitaryan, Douglas Costa, Calhanoglu e altri giocatori turchi: mi hanno raccontato le loro esperienze in Serie A, Premier e Bundesliga e tutti concordano sul fatto che in Italia si fa più palestra che all’estero, dove lavori di potenziamento muscolare vero e proprio non sono previsti, ma ci si concentra invece sulla prevenzione agli infortuni". "La percentuale di lavoro a secco delle squadre italiane è superiore a quella delle straniere", continua Nicolini. "Siamo ancorati a lavori che in teoria sono perfetti, ma che trovano poca applicazione pratica rispetto ai gesti atletici – corse e scatti brevi – che la partita richiede al calciatore. Altra cosa: all’estero le sedute sono molto più corte. In Italia, vuoi perché gli allenamenti sono molto teorici, vuoi perché si fa tanta tattica, durano parecchio di più. Ma lunghezza non fa rima con intensità. E si fa un uso minore della piscina e della sauna, che invece all’estero sono una prassi normale a fine allenamento".

 PREVENZIONE E INTENSITÀ

Antonello Brambilla allena i portieri del Watford, seconda divisione inglese. "Il club ha un dipartimento scientifico che detta i carichi di lavoro atletici quotidiani di ciascun giocatore. I dati vengono monitorati in tempo reale e, una volta raggiunti gli obiettivi, il giocatore viene fermato. Così si evitano sovraccarichi e affaticamenti muscolari". Stefano Rapetti ha seguito Mourinho al Manchester United dopo essere stato il preparatore della sua Inter del Triplete. "In Premier e in Bundesliga corrono a una intensità maggiore, ma non dipende solo dai sistemi di allenamento. C’è una ragione genetica: in Inghilterra e Germania ci sono molti giocatori di colore, più veloci e potenti dei caucasici. C’è una ragione legata alla carta d’identità: l’età media è più bassa. Giocatori più giovani vuol dire calcio più veloce e aggressivo. Ce n’è una tattica: allenano i principi di gioco. Non è tutto codificato e schematizzato come da noi, la didattica in allenamento è ridotta all’osso, a tanti uno contro uno, due contro uno, tre contro due. È tattica individuale che riproduce quel che succede in partita: un numero basso di giocatori si affronta in maniera diretta, con l’attaccante e il difensore, a seconda dei casi, chiamato a orientare a proprio vantaggio l’azione dell’avversario".

 L'AGGRESSIVITÀ DI GASPERINI 

"Così fa Gasperini, con cui ho lavorato all’Inter. Per sviluppare il suo gioco, i chiede giocatori che abbiano forza fisica, corsa, capacità nell’uno contro uno. È per questo che l’Atalanta è unica o quasi nel panorama italiano – un’altra è il Verona – ed è per questo che, quando è in forma, sbrana chiunque, andandolo a prendere nella sua area. Giampaolo, col quale ho lavorato al Toro, è il contrario. Il suo credo è: non avanzo ma ti stano, il suo calcio è tutto possesso palla, è un sostenitore della didattica e della lavagna. I dati delle nostre partite erano inequivocabili. Che si vincesse o si perdesse, avevamo sempre il solito comportamento: in fase di non possesso la squadra faceva una quantità di lavoro fisico impressionante, che calava quando bisognava attaccare. Il gioco di Gasp è di aggressività, quello di Giampaolo è di posizione. La maggior parte dei nostri allenatori lavora per reparti: una volta prova la linea difensiva, poi quella di centrocampo, poi quella degli attaccanti. Ma se non ti alleni a ritmi alti, è chiaro che se poi affronti il Lipsia di Nagelsmann ti piglia a pallonate, perché vanno a tremila all’ora e non gliene frega niente di rimanere coi difensori bene in linea. Se l’avversario recupera palla, accettano l’uno contro uno e fanno a sportellate. La mentalità inglese e tedesca è: mi fai gol? Provo a fartelo. Me ne fai un altro? Provo a fartene due. Poi, certo, in Europa vincono anche perché sul mercato hanno una disponibilità economica che noi ci sogniamo".

 PREPARAZIONE ATLETICA

Solo dopo arrivano le differenze legate alla preparazione atletica. "In Inghilterra tutto ciò che non è calcio è vissuto come un’intromissione inaccettabile. Così, preferiscono ottenere con il pallone gli stessi risultati di un lavoro a secco. La grande innovazione che Mourinho portò nel nostro calcio al suo arrivo in Italia nel 2009 fu il cosiddetto allenamento integrato, in cui si fondono elementi atletici, tecnici, tattici e cognitivi. A inizio Duemila avevano preso piede gli small side games, gli allenamenti su spazi ridotti, perché condizionavano tutte le capacità fisiche del giocatore. Ora le cose sono cambiate e all’estero sono tornati alle partite undici contro undici. Da noi si continua con le partitelle su campo ridotto. Sarebbe opportuno che in Italia si ripristinasse l’amichevole del giovedì. La palestra? In Germania la usano, nel resto d’Europa, a cominciare da Inghilterra, Spagna e Portogallo, non più. I lavori di forza si fanno in campo: sprint, frenate, balzi, cambi di direzione".

COSTOSI STRUMENTI HI-TECH

"I tanti infortuni muscolari in Serie A? In parte si spiegano con lavori sulla forza che all’estero sono molto meno analitici, ma anche con le potenzialità economiche differenti: qualsiasi club inglese destina il dieci per cento del fatturato allo sviluppo scientifico e tecnologico. Questo si traduce in un maggior numero di strumenti, e più efficaci, per valutare un giocatore dal punto di vista morfologico e funzionale. Nei loro centri sportivi, anche delle serie inferiori, c’è un laboratorio di Sport Science che contiene strumenti costosissimi per lo screening completo del corpo dell’atleta. Tutto ciò si traduce in prevenzione. Il NordBord, per esempio, serve a misurare la forza della catena posteriore della coscia, dove ci sono i flessori, soggetti più di altri rompersi. In Italia ce l’hanno il Milan, la Juve, la Roma e forse l’Inter. Ancora: gli inglesi regalano ai giocatori una specie di gambali che contengono ghiaccio, si gonfiano e sgonfiano, così da favorire e accelerare il recupero dopo lo sforzo. Una specie di crioterapia mobile. Al Manchester regalano materassi collegati a dei sensori che misurano la qualità del sonno. Noi queste cose ce le sogniamo".

 TESTA E MUSCOLI, CHE STRESS

Di calciatori abbiamo parlato, con la voce di uno di loro chiudiamo. Davide Biondini, già al Cagliari, Genoa, Atalanta e Sassuolo, ha smesso da poco. Perciò ha meno problemi a esporsi e, soprattutto, ricopre una carica istituzionale, quella di vicepresidente dell’associazione calciatori. "Siamo molto preoccupati per l’aumento delle partite che riguardano i top club di A, con tutto quello che ne consegue: più trasferimenti, più stress, più rischi di farsi male". Un tritacarne nel quale l’approccio mentale può fare la differenza. "Noi scontiamo un modo poco sano, se possiamo dire così, di vivere le partite e di conseguenza le sconfitte. In Inghilterra i calciatori hanno meno pressione addosso: è una questione di educazione sportiva. Non hanno l’ansia della prestazione che abbiamo noi e che toglie lucidità e blocca le gambe. È una differenza culturale che in parte spiega certi numeri e statistiche. Poi c’è un fatto tecnico: il nostro calcio arriva da una storia di difesa e contropiede che ci ha permesso di vincere tantissimo ma che certo non è sinonimo di intensità e spettacolo. Stiamo provando a liberarci da queste scorie, ma non so se siamo pronti a cambiare del tutto". E i metodi di allenamento, tanta didattica e poco ritmo? "Nelle poche partite europee che ho giocato col Sassuolo mi sono reso conto che all’estero corrono di più e sono meno preoccupati della tattica. Se a questo si aggiunge la mentalità che li porta ad affrontare chiunque per vincere, il cerchio si chiude". E si torna lì, alla testa. Da cui discende tutto il resto.

 English Language

Three Fitness Coaches who have worked abroad explain to us the main differences in training methods and tools between Serie A and the other top foreign leagues.

In the first two episodes of our investigation we have seen how you train in Italian football and we have seen what are broadly the differences with abroad. Now let's go into more detail with the testimonies of three Italian trainers who work or have recently done so outside our borders.

 IN ITALY BALANCER AND BLACKBOARD

Carlo Nicolini linked his career to Mircea Lucescu, of which he was the athletic trainer at Galatasaray, Besiktas and Shaktar, winning everywhere before moving to Zenit in Russia and the Turkish national team. "Mkhitaryan, Douglas Costa, Calhanoglu and other Turkish players: they told me about their experiences in Serie A, Premier and Bundesliga and they all agree that in Italy there is more gym than abroad, where you work real muscle strengthening. they are not foreseen, but the focus is instead on accident prevention ". "The percentage of dry work of the Italian teams is higher than that of the foreign ones", continues Nicolini. "We are anchored to works that are perfect in theory, but that find little practical application compared to the athletic gestures - runs and short sprints - that the game requires of the player. Another thing: abroad the sessions are much shorter. In Italy, either because the workouts are very theoretical, or because you do a lot of tactics, they last a lot longer. But length does not rhyme with intensity. And less use is made of the swimming pool and sauna, which are instead a normal practice abroad. end of training ".

 PREVENTION AND INTENSITY

Antonello Brambilla trains the goalkeepers of Watford, the English second division. "The club has a science department that dictates the daily athletic workloads of each player. The data is monitored in real time and, once the objectives are reached, the player is stopped. This avoids muscle strain and overload." Stefano Rapetti followed Mourinho to Manchester United after being the coach of his Inter Milan Triplete. "In the Premier and Bundesliga they run at a higher intensity, but it doesn't just depend on the training systems. There is a genetic reason: in England and Germany there are many black players, faster and more powerful than the Caucasians. There is a reason linked to the identity card: the average age is lower. Younger players means faster and more aggressive football. There is a tactic: they train the principles of the game. It is not all codified and schematized as we do, teaching in training is reduced to the bone, to many one against one, two against one, three against two. It is an individual tactic that reproduces what happens in the match: a low number of players face each other directly, with the attacker and the defender, as the case may be, called upon to direct the opponent's action to his advantage ".

THE AGGRESSIVITY OF GASPERINI

"So does Gasperini, with whom I worked at Inter. To develop his game, he asks players who have physical strength, race, ability in one-on-one. This is why Atalanta is unique or almost unique in the Italian panorama. - another is Verona - and that is why, when he is in shape, he tears up anyone, picking them up in his area. Giampaolo, with whom I worked at Toro, is the opposite. His creed is: I do not advance but You are out of touch, his football is all ball possession, he is a supporter of teaching and the blackboard. The data of our games were unequivocal. Whether we won or lost, we always had the usual behavior: in the phase of non-possession the team made a impressive amount of physical work, which fell when it was necessary to attack. Gasp's game is one of aggression, that of Giampaolo is one of position. Most of our coaches work for departments: once he tries the defensive line, then that of midfield, then that of the attackers you. But if you don't train at a high pace, it is clear that if you then face Nagelsmann's Leipzig, he will catch you with balls, because they go at three thousand an hour and they don't give a damn about staying with the defenders well in line. If the opponent recovers the ball, they accept one-on-one and do it at the doors. The English and German mentality is: can you score me? I try to do it to you. Will you make me another one? I try to do you two. Then, of course, in Europe they also win because they have an economic availability on the market that we dream of ".

PHYSICAL PREPARATION

Only then do the differences related to athletic training arrive. "In England everything that is not football is experienced as an unacceptable interference. Thus, they prefer to obtain the same results with the ball as a dry job. The great innovation that Mourinho brought to our football on his arrival in Italy in 2009 was the so-called integrated training, which combines athletic, technical, tactical and cognitive elements. At the beginning of the 2000s, small side games had taken hold, training on small spaces, because they affected all the physical abilities of the player. Now things have changed and abroad they returned to the matches eleven against eleven. Here we continue with the matches on a reduced pitch. It would be appropriate for the friendly match on Thursday to be restored in Italy. The gymnasium? In Germany they use it, in the rest of Europe, in start from England, Spain and Portugal, no more. The work of strength is done on the pitch: sprinting, braking, leaps, changes of direction ".

EXPENSIVE HI-TECH TOOLS

"The many muscle injuries in Serie A? In part they are explained by work on strength that abroad are much less analytical, but also with different economic potential: any English club allocates ten percent of its turnover to scientific and technological development. This translates into a greater number of tools, and more effective, to evaluate a player from a morphological and functional point of view. In their sports centers, even in the lower leagues, there is a Sport Science laboratory that contains very expensive tools for the Complete screening of the athlete's body. All this translates into prevention. The NordBord, for example, is used to measure the strength of the posterior chain of the thigh, where there are flexors, subject more than others to break. In Italy they have it. Milan, Juve, Rome and perhaps Inter. Again: the English give the players a kind of leggings that contain ice, they inflate and deflate, so as to favor and accelerate the recovery but after the effort. A kind of mobile cryotherapy. At Manchester they give mattresses connected to sensors that measure the quality of sleep. We dream of these things ".

HEAD AND MUSCLES, WHAT A STRESS

We talked about players, with the voice of one of them we close. Davide Biondini, already at Cagliari, Genoa, Atalanta and Sassuolo, has recently stopped. Therefore he has less problems in exposing himself and, above all, holds an institutional position, that of vice president of the players' association. "We are very worried about the increase in matches involving the top A clubs, with all that goes with it: more transfers, more stress, more risk of getting hurt." A meat grinder in which the mental approach can make the difference. "We are serving an unhealthy way, if we can say so, of living the matches and consequently the defeats. In England the players have less pressure on them: it is a question of sports education. They do not have the anxiety of the performance that we have and that takes away clarity and blocks the legs. It is a cultural difference that partly explains certain numbers and statistics. Then there is a technical fact: our football comes from a history of defense and counter-attack that allowed us to win a lot but certainly it is not synonymous with intensity and spectacle. We are trying to free ourselves from this dross, but I don't know if we are ready to change completely ". And the training methods, a lot of teaching and little rhythm? "In the few European games I played with Sassuolo I realized that abroad they run more and are less concerned with tactics. If you add to this the mentality that leads them to face anyone to win, the circle closes." And he goes back there, to the head. From which all the rest derives.

www.gazzetta.it  Fitness /Allenamento /Calcio 03 .04.2021 



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